GOODBYE, TIM Qualche tempo fa vi abbiamo parlato del bellissimo Restrepo. Se non l’avete visto, vi siete persi veramente qualcosa e vi prego di recuperare al più presto. Il titolo in questione aveva il pregio di azzerare la distanza tra noi comuni mortali imbalsamati sui nostri divani e la Guerra. Quella con la G maiuscola. In quel caso si parlava della guerra in Afghanistan, per la precisione nella famigerata Korangal Valley, una delle zone più calde e pericolose del conflitto. Il film era il frutto di 15 mesi passati dai due registi insieme ai militari americani in un avamposto chiamato Restrepo (in onore di un soldato deceduto in battaglia). 15 mesi nella zona di guerra più pericolosa del mondo. 150 ore di girato per un film della durata di un’ora e mezza. Un’impresa assurda, rischiosissima. I responsabili erano due: Sebastian Junger, documentarista, giornalista per Vanity Fair e autore del best seller The Perfect Storm (da cui è stato tratto il film con George Clooney intitolato La Tempesta Perfetta) e il giornalista della ABC Tim Hetherington. La triste notizia che vi dobbiamo dare, che probabilmente avete già letto, è che Hetherington è morto.

La data esatta è il 20 aprile 2011. Tim Hetherington si trovava a Misurata, terza città della Libia per popolazione, nel bel mezzo del conflitto civile libico. E stava lavorando. Faceva quello che fanno di lavoro i giornalisti in tempi di guerra. Azzerava la distanza che c’è tra noi che poi leggiamo le notizie, guardiamo le foto, guardiamo i documentari.

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